giovedì 6 settembre 2012

Spirito Santo che risolvi tutti i problemi, che illumini tutte le strade affinchè io possa raggiungere il mio obiettivo, tu che mi hai concesso il dono divino di perdonare e dimenticare tutto il male ricevuto, e che in ogni istane mi sei accanto: in questa breve preghiera ti voglio ringraziare di tutto e confermarti ancora una volta che non vorrò mai essere separato da te, nonostante qualsiasi illusione materiale. Voglio essere con te nella gloria eterna. Grazie per la misericordia che mostri nei miei confronti e verso le persone a me care.
( Recitare per tre giorni di fila e il favore richiesto sarà ottenuto )

mercoledì 18 gennaio 2012


continua...Sorgerà a primavera, quando il giorno s'allunga, il portatore d'acqua. la furia rabbiosa dei venti sconvolgerà le acque tranquille del Mare in un vortice di flutti e la terra precipita su se stessa percossa dal tridente di Nettuno.
Ogni cosa è precipitata nell'abisso senza fondo del suo ventre. All'inizio e alla fine del mondo tutto fu acqua e tutto diverrà acqua. Infine l'uomo non produrrà più ombra ed il Sole raggiungerà il tetto eccelso del firmamento. Solo questo luogo verrà preservato, un'isoletta che dagli antichi è detta per nome Ortigia, terra promessa a voi, guerrieri eletti.
Solo i preferiti dal fato vivranno in eterno....

domenica 15 gennaio 2012

SALOMON TRISMOSIN


Si legge nello "Splendor Solis" di Trismosin : " ...Nella nostra ultima età del ferro il mondo intero deve essere ritenuto morto e condannato, il tempo della gloria terrena s'avvolge al triste fine. Già si compie l'oracolo: tremate! Presto si vedrà il segno di un astro nel cielo, che di rauco boato empie la terra. La fiamma della folgore inestinguibile, arma del grande Zeus, pioverà giù dal cielo addosso a chi ha peccato contro un Dio benevolo ed i sepolcri saranno chiusi in un luogo d'ombra con l'altezza di tre unità: lì, staccatasi dall'etere, una stella cadrà sulla terra lasciando il segno. E' il principio di un mondo migliore, questa la prova del fuoco..."

venerdì 15 aprile 2011

VIVIAMO IN UN GIOCO DI SPECCHI?


La segreta geometria del cosmo I contenuti :
Che forma ha il nostro Universo? E' finito o infinito? E' destinato a durare in eterno o anch'esso un giorno morirà? E di quale materia è composto? Combinando il rigore dell'uomo di scienza con il gusto del letterato, Jean-Pierre Luminet, astrofisico di fama internazionale, ci guida nei territori della fisica dell'immensamente grande e dell'immensamente piccolo, ma anche della storia delle idee, della filosofia e persino dell'arte, alla ricerca delle chiavi che permettano di decifrare l'ordine spazio-temporale del cosmo. Più che dei corpi e degli eventi del cosmo, qui si parla della sua struttura, cioè delle forme dello spazio e del tempo e della loro relazione con la presenza di materia ed energia. Si tratta di un libro di geometria celeste, splendidamente concepito e confezionato, che culmina con l’illustrazione di un particolare modello dodecaedrico, della struttura dello spazio-tempo proposto molto di recente dall’autore. Secondo questo modello, attraverso un magico gioco di specchi, la struttura «a pallone da calcio» dello spazio-tempo ci farebbe apparire l’universo più grande di quanto sia in realtà.
Contrordine: l'universo è una stanza degli specchi
Non è vero che lo spazio è infinito. L'universo è una stanza degli specchi, viviamo immersi in una illusione ottica che ce lo fa sembrare 120 volte più grande di quanto non sia in realtà. Altro che infinito! Il cosmo è ben delimitato ed ha la forma di un pallone da calcio. Detto scientificamente con più eleganza, ha la geometria dello spazio dodecaedrico di Poincaré.
L'intuizione è dell'astrofisico francese Jean-Pierre Luminet, 55 anni anni, direttore di ricerca al Cnrs e membro del Laboratorio di cosmologia dell'Osservatorio di Paris-Meudon.
«Il destino dell'universo» è invece il titolo del suo ultimo libro, appena pubblicato dall'editore Fayard. Quasi 600 pagine che passano in rassegna tutte le varie teorie cosmologiche e affrontano l'enigma dell'energia oscura, una quintessenza invisibile che sembra costituire i due terzi della massa complessiva dell'universo, contro il misero 5 per cento della materia che riusciamo a osservare.Cerchiamo di capire com'è che l'universo si è così rimpicciolito partendo da un paragone semplice. La Terra ci sembra piatta, ma sappiamo bene che è sferica: semplicemente la sua curvatura è troppo grande perché noi possiamo percepirla. In modo analogo, la luce che ci arriva dalle galassie più lontane sembra viaggiare in linea retta. Ma la relatività generale di Einstein ci dice che la gravità incurva lo spazio: la luce, attraversandolo, è costretta a seguirne la curvatura così come noi passeggiando seguiamo la sfericità della Terra. Le masse di materia sparse nell'universo, «spiegazzano» lo spazio, creando immagini fantasma. In questo miraggio cosmico ogni singola galassia può generare una cinquantina di proprie immagini fantasma, indistinguibili da quella vera.
«Pensiamo - spiega Luminet - a una stanza tappezzata di specchi sulle sue sei pareti, pavimento e soffitto compresi. Se vi entriamo, il gioco delle riflessioni multiple ci dà l'impressione dell'infinito in tutte le direzioni, come se fossimo sospesi su un pozzo senza fondo. La curvatura dello spazio prodotta da oggetti massicci come galassie o buchi neri moltiplica le immagini delle sorgenti luminose. E'l'effetto «lente gravitazionale», anch'esso previsto da Einstein. Oggi conosciamo un gran numero di queste lenti dovute alla curvatura locale. Ma l'intero universo potrebbe funzionare come un cristallo che invia immagini fantasma in tutte le direzioni dello spazio e in tutte le direzioni del tempo passato. Questo miraggio globale ci consentirebbe di vedere le galassie non solo in ogni loro possibile orientamento, ma anche in tutte le fasi della loro evoluzione».
L'idea dell'universo simile alle stanze degli specchi dei vecchi Luna Park venne a Luminet nella primavera del 2003 mentre zappava nel giardino della sua casa di campagna meditando sui dati trasmessi dal satellite W-Map, messo in orbita dalla Nasa per misurare con più precisione il calore residuo del Big Bang. Sei mesi dopo quell'idea conquistava la copertina della rivista «Nature».
Dunque l'universo è finito e molto più piccolo di quanto pensavamo? Il satellite europeo «Planck», lanciato nel 2007, potrebbe darci la risposta perché misurerà la densità cosmica con una precisione migliore dell'uno per cento. Se il rapporto tra la densità dell'universo e la densità critica necessaria per fermare l'espansione è uguale a 1, l'universo è piatto e la sua geometria è euclidea. Ma se risultasse superiore a 1,01, avremmo una prova a favore dello spazio dodecaedrico di Poincaré. Il destino del cosmo si gioca su miserabili cifre decimali. Il bello, e il diavolo, si nascondono nei dettagli.
Tratto dal libro:
Gioco di specchi
Si è soliti pensare che la fisica acceda soltanto a un’infima parte del reale. Per quanto concerne la cosmologia, quando si considera l’Universo, si potrebbe ritenere che l’universo osservabile – quello che è a portata della nostra vista o dei nostri telescopi – non sia che una piccola parte dell’Universo reale. [...]
Chiunque visiti la Galleria degli Specchi a Versailles o le più modeste case degli specchi dei Luna Park è catturato dal gioco delle riflessioni.
Ognuno si meraviglia dell’illusione ottica prodotta dalle immagini speculari, simili a fantasmi. Gli specchi non fanno che riflettere le immagini; racchiudono, però, anche alcuni segreti dell’infinito. Ciascuno di noi sa che una stanza le cui pareti siano ricoperte di specchi dà l’illusione d’essere più grande. Collochiamoci tra due specchi paralleli – accade spesso dal parrucchiere. Ci vediamo alternativamente di fronte e di dietro, e così via, quasi all’infinito. Quasi, giacché nella pratica l’infinito non si raggiunge: il minimo difetto di parallelismo tra gli specchi trasforma il sistema in un grande caleidoscopio.
Un caleidoscopio è un cilindro all’interno del quale si trova un gioco di piccoli specchi disposti secondo determinati angoli, che producono combinazioni multiple di immagini. Dal parrucchiere l’imperfezione del parallelismo distribuisce le immagini speculari lungo un cerchio, finché esse non finiscono per scomparire dallo specchio dopo un certo numero di riflessioni.
Immaginiamo ora una stanza le cui quattro pareti verticali siano tappezzate di specchi, e collochiamoci all’interno, non importa dove: ne risulta un effetto caleidoscopico rispetto all’angolo più vicino; inoltre, le riflessioni ripetute di ciascuna coppia di specchi opposti riproducono senza sosta l’effetto, creando l’illusione di un reticolo infinito che si estende in un piano.
Questa pavimentazione di un piano infinito con motivi che si ripetono ha nome, in matematica, di tassellazione (tassello è un pezzo del mosaico). Infine, consideriamo una stanza tappezzata di specchi su tutte le sei pareti (soffitto e pavimento inclusi). Se vi entriamo, il gioco delle riflessioni multiple fa sì che abbiamo immediatamente l’impressione di vedere l’infinito in tutte le direzioni, quasi fossimo sospesi in cima a un pozzo senza fondo, pronti a esserne ingoiati, al minimo movimento, in una direzione o nell’altra. Lo spazio cosmico, apparentemente gigantesco, potrebbe cullarci in un’illusione analoga. Ovviamente, non possiede né pareti né specchi, e le immagini fantasma sarebbero create qui non dalla riflessione della luce sulle pareti dell’Universo, ma dalla moltiplicazione delle traiettorie luminose dovuta alle pieghe di uno spazio chiffonné, “spiegazzato”.

Due libri illuminanti...

martedì 29 marzo 2011

TORNANDO AL SIMBOLISMO DELLA SCALA...


Da quando tu venisti in questo mondo d’esseri
davanti ti fu messa, a salvarti, una scala.
Fosti dapprima sasso, poi divenisti pianta,
e ancora poi animale: come ciò t’è nascosto?
Poi divenisti Uomo con scienza, mente, e fede:
guarda come ora è un Tutto quel corpo, già Parte di terra!
E, trascorso oltre l’uomo, diverrai Angelo certo,
oltre questa terra, dopo: il tuo luogo è nei cieli.
E passa ancora oltre l’Angelo e in quel Mare ti immergi:
così tu, goccia, sarai mare immenso ed Oceano. (Evoluzione, in Poesie mistiche).
Jalâl al-Dîn Rûmî

sabato 12 marzo 2011

Terremoto in Giappone


A pagina n. 11 di Repubblica del 12 marzo 2011 a firma di Federico Rampini si legge: " questo tragico evento è un altro cigno nero uno di quegli eventi che gli statistici definiscono a bassissima probabilità..."
Mala tempora currunt...

martedì 1 marzo 2011

IL CIGNO NERO




"Un Cigno nero è un evento altamente improbabile con tre caratteristiche fondamentali.
Primo: è isolato e imprevedibile.
Secondo: ha un impatto enorme.
Terzo: la nostra natura ci spinge ad architettare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo meno casuale di quanto non sia in realtà.
Il successo di Google è un Cigno nero, l’ascesa di Hitler e l’11 settembre sono Cigni neri. E lo sono anche la nascita delle religioni, le guerre o i crolli delle borse, e alcuni avvenimenti che scandiscono la nostra esistenza: l’amore è un Cigno nero. Nassim Nicholas Taleb è convinto che un piccolo numero di Cigni neri sia alla radice di ogni sconvolgimento della storia e sia in grado di spiegare quasi tutto il nostro mondo. Perché allora ci accorgiamo di questi fenomeni solo quando sono già avvenuti? Per natura, tendiamo ad apprendere dall’esperienza e dalla ripetizione, siamo ipnotizzati dal particolare e perdiamo di vista l’universale. Ci concentriamo sulle cose che già sappiamo mentre trascuriamo sistematicamente quello che non conosciamo. Questo ci rende inadatti a sfruttare le opportunità, a cogliere l’attimo: cediamo all’impulso di semplificare, raccontare, categorizzare e soprattutto all’istinto di imboccare sentieri già battuti, e così facendo penalizziamo noi stessi e i rari individui capaci di pensare «l’impossibile». Scanzonato, estremamente ambizioso e provocatorio, Il Cigno nero ci spiega perché dobbiamo sbarazzarci di tutto quello che abbiamo imparato finora e abbracciare la «pratica dell’incertezza ». Taleb spazia dalle scienze cognitive all’economia, dal mondo degli affari alla teoria della probabilità, e ci regala piccoli ma efficacissimi trucchi su come sfruttare a nostro favore le circostanze create dal verificarsi dell’altamente improbabile. Tuttavia, come precisa l’autore, Il Cigno nero non è un libro teorico né accademico. È un libro «dal lunedì al venerdì», è una guida pratica a un mondo, il nostro, che non cammina ma salta. Anche questo libro, sorprendente bestseller negli Stati Uniti, è un Cigno nero."
Ci si potrebbe interrogare su cosa assimili i frattali a questa teoria ....
Di fatto le teorie più estreme sono quelle che più si adattano a tempi estremi.
E che questi siano tempi estremi è sotto gli occhi di tutti.
Da notare la piccola coincidenza che in questi giorni nelle sale cinematografiche è poi uscito un film che porta questo titolo, un ulteriore segno che l'imprevedibile ci aspetta dietro l'angolo?

domenica 26 settembre 2010

SERABIT EL KHADIM



SERABIT EL KHADIM...
Un viaggio di puro svago sul Mar Rosso si è trasformato in una scoperta, un luogo dove terra e cielo si sono già incontrati e probabilmente si incontreranno ancora.
Il Sinai, la sua storia contesa, i richiami biblici, la polvere bianca, le miniere, Mosè, Akhenaton, Moshe Dajan, furti di reperti, l'ank, l'epifisi... tutto si collega?
Un frattale certamente.
Un luogo da scoprire per comprendere.

sabato 22 maggio 2010

LA SACRA TETRAKTIS




Pitagora ci ha lasciato ad interrogarci sulla Tetraktys " i dieci punti che formano il disegno geometrico che regge la struttura dell’Universo " .
Dieci punti così semplici ed affascinanti insieme.
Un simbolo che è stato oggetto di molteplici interpretazioni non essendo rimasto alcuno scritto del maestro e anche perchè nella scuola di Crotone certe conoscenze si trasmettevano " da bocca ad orecchio ". Quella che segue è una delle interpretazioni, quella che preferisco.
I dieci punti hanno come principio il numero UNO °, che si riflette per conoscersi nel numero DUE °°, questi poi si riconoscono inseparabili dall'UNO, perciò sono TRE °°°, che è il minimo necessario per costruire la forma nel piano.
Poi il TRE si fa QUATTRO che è il minimo necessario per avere la forma nello spazio.
Triangolo equilatero e quadrato si possono estendere nello spazio all'infinito in quella forma - unica - che ha al centro e origine due triangoli equilateri incrociati a forma di stella a sei punte.
Curiosamente gli Antichi rappresentavano i numeri 3 e 4 direttamente con i rispettivi simboli geometrici: triangolo e quadrato.
Un esempio noto per chiarire meglio è quello dell'osservatore che dallo spazio guardasse la sfera terrestre.
Questa sarà sempre da una parte illuminata dalla luce del Sole, 1, (giorno) e sempre al Buio, 2, (notte). Ma la Terra ruota sempre su se stessa e giorno e notte sono tutt'uno, che inizia dove l'altro finisce. Si possono distinguere tuttavia fra giorno e notte una zona di penombra, 3, che è uguale dai due lati. La penombra, a sua volta, è distinta in alba e tramonto, a seconda del fatto che la luce aumenti o diminuisca.
Alba, giorno, tramonto e notte, 4!
Ma tutte queste fasi esistono realmente?
In realtà c'è solo la luce del Sole, 1, o la sua mancanza!
Per questo si può dire: 4= 1+2+3+4 = 10 = 1+0 = 1.
Così in alto, come in basso...

venerdì 23 aprile 2010

IL RETICOLO RUSSO


Goncharov, uno storico, Malcarov, uno specialista in elettronica e Morozov, un ingeniere, hanno individuato, basandosi su studi archeologici, geochimici e metereologici, dei punti e delle linee precisi sulla superficie terrestre che uniti hanno dato vita ad una griglia : il reticolo russo.

Caratteristica di questo reticolo è proprio la forma dodecaedrica.

Goncharov in particolare, viste le sue conoscenze, si è occupato di verificare in quale punto del reticolo fossero localizzati gli antichi siti sacri.

Ha appurato che piramidi, menhir, dolmen, obelischi, cerchi di pietre, pagode e templi hanno una specifica posizione su questa griglia.

La Grande Piramide di Giza occuperebbe poi il punto centrale di questa mappa.

Da questo si può dedurre che gli antichi costruttori conoscessero approfonditamente questa griglia e che la utilizzassero per costruire, sui punti energetici più adatti, i loro siti sacri.

Conoscevano quindi quali erano le proprietà della Terra, i suoi potenziali elettrici, l' elettromagnetismo e se ne servivano per più di una finalità, utilizzando i luoghi che, secondo precise indicazioni geometriche, più rispondevano alle loro esigenze.

Molti ricercatori sostengono che in questi siti sia possibile mettere in comunicazione le energie terrestri con quelle cosmiche, altri che questi stessi siti serviano a bilanciare l'energia della Terra così da trattenere o smorzare la potenza degli elementi o che abbiano un potere terapeutico sia per il corpo sia per lo spirito.

Sicuramente chi ha visitato qualcuno di questi siti ne ha potuto saggiare la alta carica energetica, una carica che non si è persa nel tempo nonostente i movimenti della crosta terrestre e che oggi è più che mai oggetto di studio.


venerdì 16 aprile 2010

DODECAEDRO







La mia naturale curiosità mi ha portato ad interrogarmi su uno dei solidi detti platonici : il dodecaedro.


Platonici in quanto si fa risalire a Platone la scoperta dei solidi simmetrici: cubo, tetraedo, ottaedro, dodecaedro ed icosaedro.



Platone oltre ad esserne lo scopritore (o probabilmente colui che riportò alla luce una antica conoscenza), associa il dodecaedro all'intero creato.



Gli riconosce anche una perfezione armonica maggiore a quella degli altri volumi, in quanto è il più vicino alla rotondità perfetta della sfera ed è l'unico formato da dodici facce pentagonali, poligono quest'ultimo armonico per definizione.



I solidi platonici hanno anche la particolarità di poter essere contenuti tutti in una sfera.



Inoltre il dodecaedro con le sue dodici facce pentagonali, i suoi venti vertici e i suoi trenta spigoli è quello che può contenere gli altri quattro.



La nostra cultura occidentale da quel momento non cessò più di interessarsi di tale solido che divenne il modello matematico per cercare un collegamento fra "macrocosmo" e "microcosmo".



Da quanto pubblicato su Nature del 2003, pare che gli scienziati abbiano sviluppato un modello dell'Universo curvo che si propaghi dando vita ad un aggregato di dodecaedri.
Un Universo dodecaedrico e il fatto che questo stesso volume già nell'antichità viene assimilato alla Terra, mi hanno portato a riflettere per associazione sulle ricerche dei russi Gonkarov, Malcarov e Morozov. . .






mercoledì 7 aprile 2010


LA CAPPELLA DI ROSSLYN E STUART MITCHELL




Che la cappella di Rosslyn fosse un luogo denso di simbolismo e insieme di misteri è cosa nota ai più. Legata a doppio filo all'Ordine dei Cavalieri Templari tant'è che in tanti hanno indagato e scritto libri che esaminano l'ipotesi che sia una replica del Tempio di Re Salomone e che al suo interno sia nascosto il Santo Graal.


Ma la mia attenzione è stata attratta dalla ricerca di Stuart Mitchell e del padre Thomas che hanno studiato i 213 cubi presenti sulle colonne della cappella. Partendo da questi cubi hanno decifrato un codice musicale, un vero compact disc proveniente dal passato!


La musica "segreta" scritta nei cubi della cappella si rifà a ciò che scoprì il musicista tedesco Ernest Chladini, vissuto a cavallo tra 1700 e 1800, studiando le vibrazioni sonore tramite lo strofinamento e il tocco di una serie di piastre che permettevano di cogliere la forma ondulata delle onde sonore ponendo della sabbia su tali piastre.


Un fenomeno complesso che è stato studiato successivamente da matematici e fisici.


Un sapere sonico occultato in una chiesa collegata ai Templari, non è da sottovalutare.


Oggi Stuart Mitchell ha rivolto la sua attenzione a un altro codice, quello genetico e produce delle musiche splendide che hanno come base il Dna animale o umano.


Niente succede per caso...




sabato 3 aprile 2010



A proposito di chiocciole e suono...

Leonardo con la sua rappresentazione dell'uomo vitruviano ha rinnovato la conoscenza che già fu di Vitruvio grande architetto romano che tanto aveva appreso dagli etruschi (dei quali ancora oggi sappiamo pochissimo). La conoscenza è quella della sezione aurea, in quanto legge strutturale del corpo umano, che Leonardo ha ben esplicato nel suo scritto " De Divina proportione".
Ma c'è un organo di senso del nostro corpo in cui è più evidente questa legge, la chiocciola o coclea che è una spirale costruita secondo le leggi armoniche di tono...
La strutturazione a nautilus della coclea dell'orecchio umano, situata alla fine dell'orecchio interno segue le leggi della sezione aurea e questo ci porta a pensare che: "l'orecchio è stato creato dal suono, come l'occhio dalla luce".
Recenti studi hanno portato alla luce l'importanza che il suono aveva a livello terapeutico e religioso nelle civiltà più antiche di cui abbiamo ricordo. Suonare i tamburi in alcuni siti megalitici muoveva energie potenti che gli antichi sapevano benissimo come incanalare.
In tempi più recenti come dimenticare Mozart di cui ora si studia l'effetto delle sue composizioni sulla mente o Beethoven che nelle "33 variazioni sopra un valzer di Dabelli" suddivise la sua composizione in parti corrispondenti ai numeri di Fibonacci, il cui rapporto corrisponde alla sezione aurea. La scala musicale, se costruita sulle armonie della geometria sacra, rappresenta probabilmente la struttura matematica dell'anima del mondo perchè incarna l'essenza dell'Universo.
E' quindi possibile che le giuste vibrazioni sonore possano risvegliare l'uomo a livello spirituale? E quali effetti possono avere di contro vibrazioni dissonanti?



Una scala frattalica verso il cielo?


La città di Senigallia situata nelle Marche fondata nel IV secolo a.c. dai galli Senoni e successivamente rinata sotto la guida di Sigismondo Pandolfo Malatesta uomo d'armi ma profondo studioso di esoterismo, custodisce un tesoro. Chi visita la Rocca di Senigallia potrà ammirare una scala elicoidale assolutamente perfetta! Guardandola si rimane colpiti di fronte alla perfezione ingenieristica di questa opera, un capolavoro così armonico che stona persino un pò nel contesto del castello, tanto da risultarne quasi estraneo. La scala è costruita con blocchi monolitici sovrapposti e incassati nel muro che si espandono dai sotterranei fin a salire lungo tutto il torrione nord adiacente alla zona residenziale.

Tutte le torri dei castelli possiedono di norma una scala, spesso a chiocciola, ma queste scale hanno normalmente una circolarità dal basso verso l'alto in senso antiorario e gradini di differente altezza per necessità di difesa. Questa invece non è una scala difensiva ma piuttosto un'opera d'arte, un capolavoro di geometria sacra ... insomma un autentico frattale!

Guardandola si ha la sensazione di perdersi nell'infinito! Una formula matematica che si può vivere e comprendere in maniera diretta e non astratta è lì la si può vedere, sentirsi come avvolti dall'interno di una conchiglia perfetta...

Non avendo corrimano era molto pericolosa e quindi inadatta alla difesa, in un tempo in cui la difesa della torre aveva un'importanza vitale. Quindi ci si domanda perchè è stata costruita, qual'è la sua funzione... ma soprattutto si comprende che il vero sapere è sempre rimasto fra gli uomini che molti secoli fa ci hanno lasciato dei bellissimi promemoria di pietra per permetterci, quando fosse giunto il momento, di ricordare!


sabato 13 febbraio 2010



Le bambole russe!
I frattali sono presenti in natura ne sono esempi le pigne, le felci, le conchiglie e la ghiandola pineale, che hanno una forma che ci permette, spostando lo sguardo dalla periferia verso il centro, di vedere sempre la stessa cosa!
L'esempio più lampante di frattale in 3D è però quelle delle bambole russe, che calzano perfettamente l'una dentro l'altra.
Un oggetto comune e grazioso che può aiutare a comprendere il significato complesso di Attrattore Frattale. Perchè un frattale attrae? Perchè alcuni schemi d'onda tendono a ritornare allo stesso centro, anche dopo diverse escursioni lontane da quest'ultimo? A questa domanda i matematici danno una risposta tecnica che riguarda la natura stessa delle forme frattali fatte di carica elettrica, alla rotazione concentrica e alla resistenza al cambiamento di posizione. Ma per la geometria sacra la risposta è solo parziale!

sabato 6 febbraio 2010

FIOCCO DI NEVE



In questo periodo siamo circondati da questi magnifici frattali!
I frattali, con le loro forme misteriose e i loro splendidi colori, suscitano la nostra meraviglia e ci affascinano per la loro bellezza.
Ma che cosa sono è in realtà i frattali?
La definizione più semplice e intuitiva li descrive come figure geometriche caratterizzate dal ripetersi all'infinito di uno stesso motivo, su scala sempre più ridotta. Ciò significa che, ingrandendo la figura, si otterranno forme ricorrenti e ad ogni ingrandimento essa rivelerà nuovi dettagli.
Contrariamente a qualsiasi altro oggetto geometrico, un frattale, invece di perdere i dettagli quando viene ingrandito, si arricchisce di nuovi particolari, nuove forme prima invisibili solo perchè troppo piccole.

Geometria sacra : sentiero per comprendere...

Chi sono, da dove vengo, dove sto andando... domande alle quali la geometria sacra può dare una risposta, in quanto matrice della creazione e quindi interfaccia tra il manifesto e l'immanifesto.
La ritroviamo dentro di noi, nella struttura del nostro corpo e fuori di noi in natura, nell'arte, nell'architettura, nella musica e nella matematica.
Per comprenderla dobbiamo acquistare coscienza che tutto nell'universo è composto di energia e che quest'ultima è in continuo stato di trasformazione.
Il rapporto 'Phi ' della Sezione Aurea può descriverci come le cose si relazionano, funzionano, cambiano e si manifestano.
La definizione stessa geometria sacra deriva da geo=terra e metria=misurabile, mentre sacro è un termine che ha etimologicamente parlando un significato complesso, ma uno dei significati più pregnanti è : essere sostenibile.
La geometria come produttrice di simmetria.
I principi puri di simmetria rendono le onde sostenibili.
Onde, particelle, energia, inerzia, la linea, il cerchio, la spirale, frattali.
I frattali ( il piccolo è dentro il grande) che cambiano forma , figura e vibrazione e evolvono in schemi sempre più complessi.
Questo è quello che mi piace approfondire.